Caffè, ai campionati italiani di assaggio una triestina tra i favoriti

  • FOOD Intervista a Martina Godina che punta a confermare il titolo nazionale di "Best Coffee Cup Tasters". Concentrazione e intuito le sue carte vincenti
  • 7.6.2012 | 20.22 - Vedendo i sommelier degustare e decantare qualità, sapori e aromi del vino chi di noi non si è mai chiesto come sia possibile che in un calice di vino ci siano tutte quelle fragranze? Ebbene, quelle stesse fragranze, odori e profumi c’è chi li riconosce anche in una tazzina di caffè espresso.


    E la specialista del settore non poteva che essere triestina, Martina Godina, che domani gareggerà, da campionessa in carica, per confermare il titolo italiano degli assaggiatori di caffè (Coffee Cup Tasters) a Firenze. Titolo che ha già vinto nel 2011 a Trieste nel corso del TriestEspresso Expo


    Martina proviene da una famiglia legata al caffè da generazioni: «mio nonno e mio padre erano periti merceologici nel campo del caffè – ci dice - mentre io e mio fratello Andrej, che ha un dottorato in scienza, tecnologia ed economia nell’industria del caffè, abbiamo dato una svolta a questa professione di famiglia entrando nel mondo degli assaggiatori».


    Al di là della tradizione familiare, come nasce questa passione?

    «Mio fratello tostava il caffè in casa e da lì ho incominciato ad amare l’odore del caffè e a cogliere le differenze tra le diverse qualità. Grazie a questo esercizio uso tutt'ora anche l'olfatto in gara e non solo il gusto. Poi ho incominciato con gli assaggi e da lì alla mia prima gara, quella in cui ho conquistato il titolo italiano, il passo è stato breve. Sono più di cinque anni che mi dedico a questa attività».


    In cosa consitono queste gare?

    «Ci sono 8 triplette di tazzine e le manches si disputano uno “contro” uno. Abbiamo 8 minuti totali e dobbiamo capire in quale tazzina delle tre ci sia la miscela diversa di caffè. A volte le differenze sono minime e bisogna saper rimanere concentrati e andare un po’ d’istinto. Nella finale del campionato italiano che ho vinto l'anno scorso, l’unica triplette che ho sbagliato è stata quella in cui mi sono stati presentati tre caffè provenienti dall’Etiopia. A cambiare era solo la zona di provenienza».


    Come ci si prepara per gare come queste?

    «Evidentemente, bisogna esercitarsi tanto. E poi stare un po’ attenti alla dieta per poter assaporare a fondo tutti gli aromi del caffè. Quindi cibi poco speziati e nei giorni subito prima della gara mangiare in bianco. Io poi sono vegetariana per scelta e questo mi aiuta ancora di più».


    Ma con tutti questi caffè non si rischia di diventare un po’ nervosi?

    Lei sorride e mi risponde «Durante le nostre gare noi facciamo proprio come gli assaggiatori di vino e quindi sputiamo il caffè dopo averlo assaporato. Ma mi è capitato di fare da giudice ad una gara di baristi e lì i caffè li ho dovuti bere: più di 60 tazzine tra espressi e cappuccini! Ammetto che alla fine ero un po’ nauseata! E poi la gara si svolgeva a Bari, dove viene utilizzata la Robusta, una qualità particolarmente forte».


    Non posso non chiederle in chiusura, come ci si prepara un buon caffè?

    «A casa anch’io uso la moka classica e il primo consiglio che posso dare è quello di conservare il caffè in frigorifero, perché come qualsiasi altro prodotto naturale altrimenti tende ad ossidarsi. Poi di riempire d’acqua la caldaietta fino a circa metà della valvola e di mettere con un cucchiaino la polvere del caffè nel filtro senza pressarla. Fuoco basso e spegnere la caffettiera ai primi gorgheggi. Una cosa che si dovrebbe fare poi è quella di mescolarlo prima di versarlo nella tazzina, così la parte liquida e quella un po’ più pesante del caffè vero e proprio si miscelano, mentre naturalmente tendono a separarsi».


    E al bar come si riconosce un buon caffè?

    «Nell’espresso a fare la differenza è la consistenza della schiuma: un caffè senza schiuma o con una schiuma troppo “leggera” non è un buon caffè. E poi diffidiamo da quei bar che hanno troppo caffè nei contenitori delle macchinette: lì il caffè non si conserva intatto a lungo».


    In bocca al lupo Martina, ti auguriamo che tanta passione venga premiata con una vittoria e che tu possa andare a rappresentare l’Italia ai prossimi mondiali di Vienna.

     

    Ilaria Bagaccin

     

menu_nascosto